Cos'è la ricerca parole chiave
Chi cerca un servizio non usa le parole del tuo listino. Un dentista scrive «implantologia», il paziente cerca «quanto costa un impianto dentale». Un ristorante parla di «cucina del territorio», chi ha fame cerca «trattoria vicino a me».
La guida introduttiva di Google alla SEO lo spiega con un esempio: per la stessa cosa qualcuno cerca «salumi», qualcun altro «tagliere di formaggio». Chi conosce bene un argomento usa parole diverse da chi lo conosce poco. La ricerca parole chiave mette in fila le parole vere dei clienti, prima di scrivere o rifare le pagine.
Le quattro cose da sapere di ogni parola chiave
Di ogni ricerca interessano quattro informazioni. Una sola non basta per decidere.
- Volume. Quante volte al mese si cerca, in Italia o nella tua città. È una stima, non un conteggio esatto, e cambia con le stagioni.
- Difficoltà. Quanto è difficile arrivare in prima pagina, di solito su una scala da 0 a 100. Dipende da chi c'è già: grandi portali, giornali, concorrenti con molti siti che li citano.
- Intento. Cosa vuole chi cerca: informarsi («cos'è un impianto dentale»), confrontare («impianto o ponte»), comprare o prenotare («dentista impianti Monza prezzi»), arrivare a un sito preciso. Una pagina che non risponde all'intento giusto non sale, anche se è scritta bene.
- Cosa mostra Google. La prima pagina dei risultati dice quale tipo di contenuto Google premia per quella ricerca: guide, pagine di servizio, schede di negozi, la mappa con le attività, video, risposte scritte dall'AI. È un controllo che si salta spesso, e spesso spiega perché una pagina non sale.
Come fare la ricerca, passo per passo
1. Parti da come parlano i tuoi clienti
Prima degli strumenti, scrivi le domande che ti fanno al telefono, in negozio o per email. Aggiungi i servizi che vendi di più e quelli che vorresti vendere di più. Sono i semi da cui partire: cinque o dieci bastano.
2. Allarga con gli strumenti
Da ogni seme nascono decine di varianti. Gli strumenti gratuiti per trovarle sono questi.
- Lo Strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads dà idee di parole chiave e una stima di quante volte si cercano ogni mese. Serve un account Google Ads completo dei dati di fatturazione.
- Google Trends dice se una ricerca cresce, cala o ha una stagione.
- I suggerimenti di Google: quelli che compaiono mentre scrivi, le domande di «Le persone chiedono anche» e le ricerche correlate in fondo alla pagina.
- Search Console, se il sito è collegato: mostra le ricerche per cui compari già, con clic, impressioni e posizione media. Sono le parole chiave più preziose, perché Google ti associa già a quel tema.
Gli strumenti professionali aggiungono la difficoltà, l'intento e le parole per cui si posizionano i concorrenti, che da soli non si vedono.
3. Guarda la prima pagina di Google
Per ogni ricerca importante, cerca su Google e guarda i primi dieci risultati. Chiediti tre cose:
- che tipo di pagine ci sono, e se la tua è dello stesso tipo;
- chi c'è: concorrenti come te o portali nazionali difficili da superare;
- cosa c'è sopra i risultati: la mappa con le attività, un'AI Overview, dei video.
Se per «impianto dentale costo» la prima pagina è fatta di guide con i prezzi, una pagina di servizio senza prezzi difficilmente salirà. Delle AI Overview parliamo nella guida su come farsi citare nelle AI Overview.
4. Raggruppa le parole e dai a ogni gruppo una pagina
Molte ricerche sono la stessa domanda detta in modi diversi: «impianto dentale costo», «prezzo impianto dentale», «quanto costa un impianto». Se Google mostra quasi gli stessi risultati, basta una pagina sola che risponde bene. Se mostra risultati diversi, servono pagine diverse.
Il risultato del lavoro è una tabella semplice: gruppo di ricerche, volume, intento, la pagina del sito che risponde (o che manca), cosa fare. Due pagine del tuo sito sullo stesso gruppo si fanno concorrenza tra loro: è la cosiddetta cannibalizzazione, e di solito conviene unirle.
Le parole a un passo dalla prima pagina
Il guadagno più veloce di solito arriva dalle ricerche per cui il sito compare già tra la quarta e la ventesima posizione. Google ti considera pertinente, ma non ancora il risultato migliore.
Spesso basta poco per farle salire: un titolo che contenga la ricerca, una sezione che risponda alla domanda, qualche collegamento interno dalle pagine più forti del sito. Le trovi in Search Console, nel report sul rendimento, guardando la posizione media di ogni ricerca.
Se hai un'attività locale
Per un'attività locale i volumi sono piccoli: molte ricerche con il nome della città fanno poche decine di ricerche al mese, a volte meno di dieci. Non vuol dire che non valgano. Chi cerca «dentista Monza» o «idraulico urgente Lissone» è pronto a chiamare, e dieci ricerche al mese possono valere più di mille ricerche generiche.
Per queste ricerche, sopra i risultati c'è quasi sempre la mappa con le attività. Lì contano la scheda dell'attività su Google, le recensioni e la distanza, più del sito. Per questo la ricerca parole chiave di un'attività locale guarda sempre anche Maps.
Gli errori da evitare
- Ripetere le parole chiave. Le norme di Google contro lo spam chiamano «parole chiave in eccesso» l'uso estensivo di parole chiave per manipolare i risultati. Stanca chi legge ed è una violazione delle norme.
- Il meta tag keywords. Google lo dice chiaramente: la Ricerca Google non lo usa. Non serve compilarlo.
- Inseguire solo i volumi alti. Le ricerche generiche sono le più difficili e spesso le meno vicine a un acquisto.
- Una pagina per ogni variante. Dieci pagine quasi uguali su «dentista Monza», «dentisti Monza», «studio dentistico Monza» si fanno concorrenza e non aiutano nessuno.
- Farla una volta sola. Le ricerche cambiano con le stagioni, i concorrenti e le risposte dell'AI. Una revisione ogni tre-sei mesi tiene la mappa viva.