Perché la scheda conta più del sito
Quando qualcuno cerca «dentista Monza», «pizzeria vicino a me» o «idraulico urgente», sopra i risultati Google mostra quasi sempre una mappa con tre attività. Chi cerca così vuole chiamare, prenotare o arrivare, e spesso lo fa direttamente dalla scheda: tocca «Chiama» o «Indicazioni» e non apre mai il sito.
Per queste ricerche la classifica della mappa è separata da quella dei risultati classici. Un sito ben fatto aiuta, ma da solo non basta: se la scheda è incompleta, non verificata o senza recensioni, l'attività resta fuori dalle tre posizioni che contano.
Come Google sceglie le attività nella mappa
Google lo spiega nella sua guida al posizionamento locale: i risultati si basano su tre fattori.
- Pertinenza. Quanto la scheda corrisponde a quello che la persona cerca. Informazioni complete e precise aiutano Google a capire per quali ricerche mostrarti.
- Distanza. Quanto l'attività è vicina a chi cerca, o al luogo indicato nella ricerca. Su questo non si può intervenire.
- Evidenza. Quanto l'attività è conosciuta, anche fuori da Google. Contano anche il numero di siti che rimandano a te e il numero di recensioni: Google scrive che più numerose sono le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento.
La stessa pagina chiarisce che non è possibile chiedere o comprare un posizionamento migliore nei risultati locali. Le inserzioni a pagamento esistono, ma sono un'altra cosa e sono segnalate come tali.
Cosa curare nella scheda
Verifica e proprietà
Una scheda non verificata può comparire, ma non la gestisci davvero: per esempio le statistiche ci sono solo per le schede verificate. La verifica dice a Google che sei autorizzato a rappresentare l'attività, e Google scrive che aumenta le probabilità di comparire nei risultati. Google sceglie il metodo per ogni scheda: una telefonata o un SMS, un'email, una videochiamata in orario di apertura, a volte una cartolina con un codice. Il controllo può richiedere fino a cinque giorni lavorativi.
Un consiglio pratico: la scheda va intestata a un account dell'attività, non a quello personale del collaboratore o del fornitore che l'ha creata. Capita spesso che, finito il rapporto, nessuno riesca più a modificarla.
Nome, indirizzo e zona servita
Il nome deve essere quello reale, lo stesso dell'insegna e del sito. Le linee guida di Google vietano di aggiungere slogan, parole chiave, numeri di telefono o riferimenti al luogo: «Studio Rossi» va bene, «Studio Rossi Dentista Monza Impianti» no. Aggiungere informazioni non necessarie al nome può portare alla sospensione della scheda, e una scheda sospesa sparisce da Maps.
L'indirizzo deve essere quello della sede effettiva. Gli uffici virtuali e le caselle postali non sono ammessi. Chi lavora presso i clienti, come idraulici, imprese di pulizie o tecnici, nasconde l'indirizzo e indica la zona servita, che secondo Google non dovrebbe superare le due ore di auto dalla sede.
Categorie
La categoria principale dice a Google che cosa sei, e quindi per quali ricerche mostrarti. Google chiede di sceglierne poche e le più specifiche possibili, quelle che completano la frase «Questa attività è…». L'esempio delle sue linee guida è un motel con piscina: la categoria giusta è «Motel», non «Hotel» o «Piscina».
Le categorie secondarie servono per i servizi principali, non per aggiungere parole chiave. Prima di sceglierle conviene guardare quali usano le attività che compaiono già nella mappa per le ricerche che ti interessano.
Orari, servizi e descrizione
Gli orari vanno tenuti aggiornati, compresi quelli speciali per festività e chiusure. Una persona che trova chiuso quando Google diceva aperto lascia spesso una recensione negativa. Servizi, prodotti, attributi (parcheggio, accessibilità, pagamenti accettati) e descrizione completano la scheda: Google scrive che le attività con informazioni complete e accurate hanno più probabilità di comparire.
La descrizione si scrive per le persone. Racconta cosa fai, per chi e dove, con le parole che usano i tuoi clienti. Per trovarle serve la ricerca parole chiave.
Foto e aggiornamenti
Le foto mostrano il locale, i prodotti, il lavoro finito e le persone. Vanno aggiunte con regolarità, non tutte il giorno dell'apertura. Gli aggiornamenti (novità, offerte, eventi) mostrano che l'attività è viva e danno a chi guarda la scheda un motivo in più per scegliere te.
Le recensioni
Le recensioni pesano due volte: sull'evidenza, quindi sulla posizione nella mappa, e sulla scelta di chi legge. Tra tre attività vicine, chi ha più recensioni recenti e risposte curate di solito riceve la telefonata.
Come chiederle
Il momento giusto è subito dopo il servizio, quando il cliente è soddisfatto e se lo ricorda. Dalla scheda puoi creare un link o un codice QR che porta direttamente al modulo della recensione: si manda per messaggio o per email, si stampa sul banco o sullo scontrino.
Cosa non fare
Le norme di Google sui contenuti degli utenti sono precise, e le violazioni portano alla rimozione delle recensioni o a limitazioni sulla scheda.
- Niente incentivi. Non si offrono sconti, omaggi o pagamenti in cambio di una recensione, né per far togliere una recensione negativa.
- Niente selezione. Non si chiede la recensione solo ai clienti contenti, e non si scoraggiano quelle negative. La richiesta va fatta a tutti.
- Niente recensioni di casa. Titolari, dipendenti, familiari e fornitori hanno un conflitto di interessi: le loro recensioni sono vietate.
- Niente recensioni comprate o scritte da altri account. Oltre a violare le regole, sono facili da riconoscere per chi legge.
Rispondere
Si risponde a tutte, anche alle positive, con il nome dell'attività. Alle negative si risponde con calma, perché chi legge guarda soprattutto come gestisci il problema. Una risposta breve che riconosce il disagio e propone di parlarne in privato vale più di una difesa punto per punto.
Misurare i risultati
Nella sezione Rendimento della scheda Google mostra le visualizzazioni su Ricerca e Maps, le chiamate, le richieste di indicazioni stradali, i clic sul sito e le ricerche con cui le persone hanno trovato l'attività. Le ricerche si aggiornano all'inizio di ogni mese.
Il dato più utile è il confronto nel tempo: quante chiamate e indicazioni arrivano dalla scheda questo mese rispetto a tre mesi fa. Le visualizzazioni da sole dicono poco. Le statistiche di Google invece non dicono in che posizione compari nella mappa per le ricerche che contano, quartiere per quartiere, rispetto ai concorrenti.
Gli errori più comuni
- Parole chiave nel nome. A volte danno un vantaggio per qualche settimana, poi arriva una segnalazione o una revisione e la scheda viene sospesa.
- Schede doppie. Una vecchia scheda non chiusa, o una creata da un fornitore, divide recensioni e segnali. Va unita o chiusa.
- Dati diversi tra scheda e sito. Indirizzo, telefono e orari devono coincidere ovunque: sul sito, sulla scheda, sulle directory di settore.
- Scheda creata e dimenticata. Orari vecchi, foto di anni fa, recensioni senza risposta: la scheda c'è, ma non convince.
- Recensioni chieste tutte insieme. Cinquanta recensioni in una settimana e poi nessuna per mesi sembrano poco naturali. Meglio un flusso costante.