Da dove viene il termine GEO
Il termine nasce da un articolo scientifico pubblicato a novembre 2023 da ricercatori della Princeton University e dell’Indian Institute of Technology di Delhi, poi accettato alla conferenza KDD 2024. Gli autori hanno chiamato «motori generativi» i sistemi che non restituiscono un elenco di link ma scrivono una risposta, mettendo insieme più fonti.
Nei loro test, su un banco di prova costruito apposta, alcune modifiche ai testi aumentavano la presenza di una pagina nelle risposte: citare fonti, aggiungere citazioni e dati concreti, scrivere in modo chiaro. Ripetere le parole chiave non aiutava e in alcuni casi peggiorava il risultato. Gli autori hanno anche osservato che i siti meno in vista ne beneficiavano di più.
Che differenza c’è tra SEO e GEO
La SEO (Search Engine Optimization) lavora perché una pagina compaia in alto nei risultati di Google: una posizione, un link, un clic.
Quando chiedi un consiglio a un’AI, invece, il sistema fa una o più ricerche, legge diverse pagine e scrive una sintesi. Google chiama questo passaggio query fan-out: la domanda viene scomposta in tante ricerche più piccole, su sottotemi diversi. ChatGPT, secondo il suo centro assistenza, riscrive la domanda in ricerche più mirate e le invia a motori di ricerca partner. Nella risposta finale entrano pochi nomi, a volte uno solo.
Le due discipline si sovrappongono molto. Google scrive che per comparire nelle sue funzioni AI non servono ottimizzazioni speciali: la pagina deve essere indicizzata e poter apparire nella ricerca con uno snippet, cioè l’estratto di testo sotto il titolo. Chi trascura la SEO, quindi, parte svantaggiato anche nella GEO.
La differenza sta nel cosa conta. Nella GEO pesano di più tre cose: quanto il sito risponde in modo diretto alle domande, quanto l’azienda è presente su fonti esterne (recensioni, portali, directory) e quanto è facile per una macchina leggere il sito.
GEO e AEO
AEO sta per Answer Engine Optimization. È un termine più vecchio, nato con gli snippet in evidenza di Google e con gli assistenti vocali: l’obiettivo era diventare la risposta a una domanda precisa. La GEO riguarda i sistemi che scrivono risposte nuove combinando più fonti. In pratica i consigli coincidono quasi del tutto, e molti usano i due termini come sinonimi.
Come le AI scelgono chi consigliare
Nessuno dei grandi operatori pubblica i criteri con cui sceglie le fonti. Si sa quello che dice la loro documentazione e quello che si osserva.
Nel nostro lavoro abbiamo notato alcune costanti:
- Per le attività locali le AI attingono a Google Maps. Il profilo dell’attività, il numero di recensioni e il giudizio medio contano.
- Le AI citano portali e directory di settore. Per un medico, un portale di prenotazione; per un ristorante, una guida. Spesso il link nella risposta porta lì, non al sito dell’attività.
- Il sito serve a confermare. Se le pagine rispondono alle domande che il cliente farebbe, è più probabile che l’AI le usi come fonte.
- Le risposte cambiano. La stessa domanda, ripetuta, può dare nomi diversi. Una prova sola non dice molto.
Google, per la ricerca locale, dichiara tre fattori: pertinenza, distanza ed evidenza. L’evidenza è la notorietà dell’attività, e tiene conto anche di quanti siti rimandano a te e di quante recensioni hai. È ragionevole aspettarsi che un’AI che pesca da Maps erediti questi segnali.
Cosa puoi fare tu, in pratica
Il profilo dell’attività su Google
È il primo punto per chi ha un’attività locale. Google, nella guida alle funzioni AI, chiede di tenerlo aggiornato.
- Verifica il profilo, se non l’hai già fatto.
- Scegli la categoria più precisa possibile.
- Compila orari, orari festivi, indirizzo, telefono, servizi e attributi.
- Aggiungi foto reali, aggiornate.
Le recensioni
Chiedi una recensione ai clienti soddisfatti, con regolarità e non a ondate. Rispondi a tutte, anche a quelle negative, con calma e nel merito. Non comprare recensioni e non scriverle per conto terzi: viola le regole di Google e un profilo sospetto perde credibilità.
Le directory e i portali di settore
Cerca su Google la tua categoria e la tua città e guarda quali portali compaiono: sono spesso gli stessi che le AI citano. Iscriviti a quelli pertinenti e tieni ovunque gli stessi dati: nome, indirizzo, telefono e sito scritti nello stesso modo. Dati discordanti rendono più difficile capire che si tratta della stessa attività.
Pagine che rispondono alle domande vere
Pensa a cosa ti chiedono i clienti al telefono: quanto costa, quanto ci vuole, in che zona lavori, cosa è incluso, cosa ti distingue. Ogni domanda frequente merita una risposta chiara sul sito, con fatti concreti: anni di attività, servizi, zone servite, certificazioni, fasce di prezzo se puoi darle.
Scrivi in modo diretto. La risposta va all’inizio, i dettagli dopo. Le informazioni importanti devono essere testo, non immagini o PDF scansionati.
Un sito che le AI riescono a leggere
Le AI leggono il sito attraverso programmi automatici, i crawler. Il file robots.txt del sito dice quali possono entrare. OpenAI usa OAI-SearchBot per la ricerca di ChatGPT e scrive che i siti che lo bloccano non compaiono nelle risposte. Perplexity usa PerplexityBot e consiglia di consentirlo. GPTBot è un’altra cosa: serve all’addestramento dei modelli, e bloccarlo non toglie il sito dalla ricerca di ChatGPT.
Può capitare che un sito blocchi questi crawler senza saperlo, per un’impostazione del server o di un servizio di protezione. Il report gratuito di trezerouno ti dice se le AI riescono a leggere il tuo sito.
I dati strutturati, in parole semplici
I dati strutturati sono etichette invisibili al visitatore, scritte nel codice della pagina, che dicono a una macchina cosa sta leggendo: «questo è un dentista», «questo è l’indirizzo», «questi sono gli orari». Il vocabolario più usato si chiama schema.org.
Google chiede una cosa sola: che i dati strutturati corrispondano al testo visibile sulla pagina. Precisa anche che non servono file speciali per le AI o marcature nuove per comparire nelle sue funzioni AI.
Cosa evitare
- Ripetere le parole chiave. Non funzionava per la SEO e, secondo la ricerca che ha dato il nome alla GEO, non funziona nemmeno qui.
- Recensioni false. Sono contro le regole e si notano.
- Chi promette il primo posto su ChatGPT. Le risposte variano da una domanda all’altra e nessuno controlla l’algoritmo. Anche per Maps Google scrive che non è possibile comprare un posizionamento migliore.
Se vuoi capire da dove partire nel tuo caso, ne parliamo in una consulenza.